Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Pochi sanno che le sigarette tra i tantissimi elementi nocivi presenti che servono per creare il gusto, annoverano anche il famoso
Polonio210. Si, è proprio l'isotopo
Radioattivo usato per eliminare l'ex spia russa Litvinenko, in Inghilterra.
In qualsiasi sigaretta lo trovate presente che vi attende. Ti starai chiedendo come entra nel tabacco tale sostanza? Tramite i fertilizzanti a base di fosfato usati nelle coltivazioni del tabacco. Il processo di deposito avviene tramite il fosfato di calcio che accumula
l'uranio e libera
gas radon, che a sua volta per il processo di decadimento naturale diventa Polonio210 e Piombo210 (entrambi carcinogeni). Quando accendiamo una sigaretta si sviluppano temperature incredibilmente alte, tra i 600 e gli 800 gradi. Si crea una vera miscela "esplosiva"
radioattiva caldissima.Il filtro ferma qualche composto tossico,ma non certo la radioattività, che viene sparata direttamente in gola e polmoni, che "beneficiano" di questo salutare composto. Non sarà certo questo a fermare i fumatori incalliti. O no?
Meglio non farlo sapere al ministero della sanità o sarebbero costretti ad aggiungere alle già grosse scritte che tentano di scoraggiare i fumatori nella loro opera, anche la scritta "
Attenzione Radioattività".
Per chi volesse i numeri, pare che i valori siano 16.6 mBq/sigaretta. Sembra che fumare 1,5 pacchetti al giorno per 1 anno, sia paragonabile a farsi
300 lastre (raggi-x) al torace. Non male vero?
I Carabinieri del Comando Tutela Ambiente hanno sequestrato nelle province di Brindisi, Campobasso, Treviso, Milano, Lucca, Frosinone, Latina e Mantova trenta tonnellate di acciaio inox contaminato da Cobalto 60, altamente radioattivo, proveniente dalla Cina. Il materiale, destinato alla produzione di manufatti per uso industriale come pulegge, cappe di aspirazione, serbatoi e tramogge, è stato messo in sicurezza dai carabinieri.
Parte del materiale, dopo essere stato lavorato, è stato di nuovo esportato e si troverebbe ora in Croazia, Turchia, Egitto, Polonia e Kazakhistan. L'Interpol è stata allertata.
Considerato lo spessore e le qualità dell'acciaio in questione, esso può essere utilizzato solamente per lo produzione di impianti industriali, o parte di essi. scrivono i carabinieri: "Si esclude quindi in modo assoluto che esso sia stato impiegato nella realizzazione di oggetti destinati all'uso domestico (pentole, posate, reti di letti, lavabi) o di largo impiego come auto o elettrodomestici. Il pronto recupero dell'acciaio radioattivo, sia questo commercializzato che quello ancora in giacenza consentono di escludere ipotesi di danni per la salute dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente".
L'origine dell'acciaio contaminato
La presenza di sorgenti radioattive 'orfane' (frequenti in Oriente e anche in Est Europa) nei carichi di rottami metallici destinati alle fonderie rappresenta un aspetto particolarmente importante nel quadro della protezione ambientale dato che esse sono destinate a contaminare il prodotto finito e a venire in contatto con gli utilizzatori finali.
Con ogni probabilità l'impianto cinese produttore ha fuso una o più sorgenti radioattive di cobalto 60 le cui caratteristiche chimico-fisiche lo portano a legarsi perfettamente con il metallo fuso rendendolo radioattivo. Sorgenti di cobalto sono usate nelle acciaierie per misurare lo spessore dei refrattari che rivestono gli alti-forni. In caso di sfruttamento eccessivo degli impianti ed in assenza di adeguata e costosa manutenzione puo' accadere che le sorgenti si fondano con l'acciaio.
I Carabinieri del Comando Tutela Ambiente hanno sequestrato nelle province di Brindisi, Campobasso, Treviso, Milano, Lucca, Frosinone, Latina e Mantova trenta tonnellate di acciaio inox contaminato da Cobalto 60, altamente radioattivo, proveniente dalla Cina. Il materiale, destinato alla produzione di manufatti per uso industriale come pulegge, cappe di aspirazione, serbatoi e tramogge, è stato messo in sicurezza dai carabinieri.
Parte del materiale, dopo essere stato lavorato, è stato di nuovo esportato e si troverebbe ora in Croazia, Turchia, Egitto, Polonia e Kazakhistan. L'Interpol è stata allertata.
Considerato lo spessore e le qualità dell'acciaio in questione, esso può essere utilizzato solamente per lo produzione di impianti industriali, o parte di essi. scrivono i carabinieri: "Si esclude quindi in modo assoluto che esso sia stato impiegato nella realizzazione di oggetti destinati all'uso domestico (pentole, posate, reti di letti, lavabi) o di largo impiego come auto o elettrodomestici. Il pronto recupero dell'acciaio radioattivo, sia questo commercializzato che quello ancora in giacenza consentono di escludere ipotesi di danni per la salute dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente".
L'origine dell'acciaio contaminato
La presenza di sorgenti radioattive 'orfane' (frequenti in Oriente e anche in Est Europa) nei carichi di rottami metallici destinati alle fonderie rappresenta un aspetto particolarmente importante nel quadro della protezione ambientale dato che esse sono destinate a contaminare il prodotto finito e a venire in contatto con gli utilizzatori finali.
Con ogni probabilità l'impianto cinese produttore ha fuso una o più sorgenti radioattive di cobalto 60 le cui caratteristiche chimico-fisiche lo portano a legarsi perfettamente con il metallo fuso rendendolo radioattivo. Sorgenti di cobalto sono usate nelle acciaierie per misurare lo spessore dei refrattari che rivestono gli alti-forni. In caso di sfruttamento eccessivo degli impianti ed in assenza di adeguata e costosa manutenzione puo' accadere che le sorgenti si fondano con l'acciaio. [FONTE TGCOM]
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